Il blog di Simone Facchinetti

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Aziende italiane negli Emirati Arabi Uniti: come e perchè

Il mercato emiratino è fonte di continue evoluzioni e progetti, tanto coinvolgente quanto rivolto al futuro e solamente le aziende che hanno nel loro DNA la medesima visione potranno avere successo qui.

Si pensi come solamente a fine ottobre 2018, la Work Bank Ease of Doing Business ha indicato gli EAU come l’11esimo paese al mondo quale stato ove è più facile ricercare e promuovere il business. Il tutto in base a indicatori oggettivi e reali, tra le quali le normative esistenti, i costi dell’impresa, ecc.

Gli Emirati Arabi Uniti sono passati dal 21esimo posto dell’anno scorso all’11esimo posto di quest’anno. Il tutto evidenzia come l’economia emiratina è in fase di importante e costante evoluzione.

Siamo negli Emirati Arabi Uniti, lo stato ove:

  •  S.E. Sheikh Mohammed Bin Rashid Al Maktoum ha esposto la vision 2021 (anno in cui gli EAU compiranno 50 anni dalla loro unificazione) connessa alla capacità di fare business e di vivere felicemente con la famiglia negli EAU. Per l’effetto è stato creato il Ministero della Felicità (nominando Ministro della Felicità S.E. Ohud Al Roumi, nella foto) e con esso una serie di iniziative attente alla reputazione, appeal, benessere fisico e psicologico dei suoi abitanti (expat e local);

 

è stato creato nel settembre 2017 il primo Youth Hub, uno spazio presso le Emirates Towers di incontro e sviluppo di idee imprenditoriali per i giovani under 30;

  • è stata creata AREA 2071 (anno del 100esimo anniversario dell’unificazione degli EAU), un incubatore di giovani talenti per diventare entro il 2071 lo stato tecnologicamente più avanzato;
  • è stato lanciato il progetto Marte 2021 (in occasione del 150esimo anniversario della unificazione degli EAU), con la dichiarazione di costruzione della prima città su Marte nel 2021 e l’imminente costruzione nel deserto a Dubai delle prime due cupole rappresentati la città che si pensa di costruire su Marte e così avere oltre 100 per testare ed elaborare il progetto;

  • è stato lanciato il progetto Hyperloop, il primo treno a levitazione magnetica in grado di collegare persone e cose da Dubai ad Abu Dhabi in 9 minuti;
  • è stato testato il primo drone-taxi, capace di trasportare su un drone una o due persone da  una parte all’altra della città;

vi sarà EXPO 2020 DUBAI, il primo Expo tenuto nell’area MENASA (Medio Oriente, Nord Africa e Sud Asia) con lo slogan “conecting minds and creating the future” e i tre macrotemi della mobilità, sostenibilità e opportunità. Si prevedono oltre 25milioni di visitatori, in prevalenza stranieri e la costruzione di un nuovo distretto chiamato Dubai South (o Dubai World Center);

  • il tasso di criminalità è allo zero per cento e la leva fiscale sulle persone fisiche sempre allo 0% (e sulle imprese di qualche punto percentuale);
  • i progetti e realizzazioni immobiliari si susseguono senza interruzione e sempre alla ricerca di nuove soluzioni (da Blue Waters Island alla nuova Creek Tower che supererà in altezza il Burj Khalifa);
  • si stanno testando moto volanti per la Dubai Police
  • nel 2019 terminerà la costruzione del Museo del Futuro (ai piedi delle Emirates Towers): sarà un centro culturale dedicato al progresso scientifico e alla rivoluzione digitale, incubatore di iniziative imprenditoriali a elevato tasso innovativo. “See the future, create the future”: questo lo slogan del Museo del Futuro. Sarà un imponente building d’acciaio a forma di anello ovoidale e dalle pareti scintillanti. «Sarà un ambiente integrato che consentirà alle menti creative di testare, creare e commercializzare servizi e prototipi futuristici», , così si pronuncia S.E. Sheik Mohammed bin Rashid Al Maktoum, illustrando in anteprima le peculiarità del polo avveniristico. E continua dicendo come «Il futuro appartiene a chi sa immaginarlo, progettarlo, eseguirlo. Molti lo prevedono. Negli Emirati Arabi la pensiamo diversamente: noi lo creiamo».

Negli Emirati Arabi Uniti si festeggia il “National Flag Day”, la giornata della loro bandiera nazionale.

Nella cerimonia S.E. Sheikh Al Maktoum – avanti a 1.600 ragazzi – ha ricordato come la bandiera degli EAU dovrà essere protetta con onore e sventolare sempre più in alto, come il senso di appartenenza e la crescita della nazione. La bandiera deve essere vista come un ombrello di amore ove fare crescere il rispetto, la pace, la determinazione, l’orgoglio, la dedizione, lo sviluppo e la forza. Il tutto ricordando il significato dei colori della bandiera emiratina:

NERO = forza di spirito (e non petrolio)

BIANCO = pace, onestà e generosità

VERDE = sviluppo, speranza e prosperità

ROSSO = coraggio e forza

Negli Emirati Arabi Uniti tutto viene studiato e progettato – nulla viene lasciato al caso:

 – da una prospettiva social media, si consideri come il Crown Prince S.E. Sheikh Hamdan Bin Mohamed Bin Rashid Al Maktoum ha più followers su Instagram rispetto a William&Kate;

– il gigantesco tappeto interno della Grand Mosque Sheikh Zayed in Abu Dhabi ha i colori della sabbia del deserto ai bordi per poi diventare di colore verde verso il centro in segno di passaggio dal deserto alla prosperità (il significato del colore verde della bandiera nazionale).

E sempre evidenziando il concetto di progetto che l’azienda italiana deve avere per ottenere i migliori successi nel territorio emiratino, voglio trasmettervi sotto forma di percorso la mia esperienza come “Italian Representative”, un percorso in alleanza con il trademark e simbolo di amore che S.E. Sheikh Mohammed Bin Faisal Al Maktoum ha diffuso nel mondo:

THREE FINGERS SALUTE

Le tre dita della mano destra indicano WIN, VICTORY and LOVE e significano.

Win = work Ethic

Victory = success

Love = love for the nation

Nel prossimo articolo parleremo dei progetti e “vision” negli Emirati Arabi Uniti.

Avv. Simone Facchinetti

 

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